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Heimaey
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mwfqHeimaey (ˈheɪma.eɪ) è l'mwfwisola più grande (13,4mwga km² - 5,2 miglia quadrate) del distretto di mwgqVestmannaeyjar, situata a circa 4 mwggmiglia nautiche (7,4mwgw km) dalla costa meridionale dell'mwhaIslanda. È l'unica isola popolata dell'mwhqarcipelago di mwhgVestmannaeyjar, con circa 4.500 abitanti.

Contents

Storia
Oggi
Note

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Storia

Antichi racconti

La mwiwLandnáma riporta che mwjaIngólfur Arnarson, il primo uomo a insediarsi stabilmente in Islanda, visse un intero inverno a Ingólfshöfði, poi gettò in mare le sue "mwjgÖndvegissúlur" (doghe di legno che costituivano la sedia del capo) e le seguì verso mwjwOvest. Era consuetudine gettare le "Öndvegissúlur" in mare e lasciarle galleggiare. Una volta che queste doghe di legno si arenavano su qualche spiaggia, i mwkavichinghi che le seguivano avrebbero lì costruito la loro mwkqfattoria. A Hjörleifshöfði, Ingólfur scoprì che il suo fratellastro Hjörleifr Hróðmarsson era morto e i suoi mwlaschiavi erano spariti. Lontano, nel mare, vide alcune mwlqbarche dirigersi verso un piccolo gruppo di isole e decise di inseguirle.

Prelevati dal mwlwNord dell'mwmaIrlanda, gli schiavi erano chiamati "uomini dell'Occidente" (Vestmenn), dal momento che l'Irlanda era la terra più a Ovest del mondo conosciuto all'epoca (circa mwmq840). Gli schiavi sbarcarono a Heimaey e trovarono rifugio sulle montagne. Ingólfur li inseguì e li massacrò come vendetta per aver ucciso il fratellastro. Durante questa fase, Ingólfur diede il nome a varie località — per esempio "Dufþekja", un'area sul Heimaklettur, la montagna più alta di Heimaey (283mwmg m), derivata dal nome dello schiavo Dufþakur. La leggenda vuole che Dufþakur si fosse tolto la vita proprio in quel punto sul monte Heimaklettur, piuttosto che cadere in mano di Ingólfur.

Primi insediamenti

Secondo la mwnqtradizione, Herjólfur Bárðarson fu il primo uomo a insediarsi stabilmente a Heimaey. La Landnáma racconta come egli costruì una fattoria a Herjólfsdalur (letteralmente: la valle di Herjólf) intorno all'anno mwnw900. Tuttavia, alcuni scavi archeologici presso alcune rovine a Herjólfsdalur nel mwoa1971 mostrarono come alcuni insediamenti fossero già presenti circa 100 anni primacite-ref-1[1].

Invasione turca

Nel mwqq1627, tre navi pirata dell'mwqgImpero Ottomano (precisamente provenienti dagli mwqwStati barbareschi) effettuarono delle incursioni in molti paesi della costa meridionale dell'Islanda e delle isole limitrofe. In particolare, attaccarono mwraGrindavík e Heimaey. La popolazione di Grindavík poté scappare nei campi di mwrqlava di mwrgReykjanes e nascondersi con relativa facilità. Invece, Heimaey era più vulnerabile, in quanto più isolata geograficamente, e la popolazione residente fu costretta a subire l'attacco. Molti racconti epici raccontano le gesta degli individui che sopravvissero all'invasione turca; la più famosa di questi fu Guðríður Símonardóttir. Meglio conosciuta come Tyrkja-Gudda, fu prelevata dai pirati dalla sua casa a Stakkagerði e venduta al mwsamercato degli schiavi in mwsqAlgeria. In seguito, fece ritorno in Islanda attraverso la mwsgTunisia, l'mwswItalia e la mwtaDanimarca—l'Islanda era allora sotto il dominio danese. Dopo il suo ritorno in Islanda, si sposò con il mwtqpoeta mwtgHallgrímur Pétursson. La mwtwchiesa luterana mwuaHallgrímskirkja a mwuqReykjavík è stata chiamata così in suo onore.

Eldfell: l'eruzione del '73

Secondo un'antica profezia, i pirati sarebbero tornati a colpire l'arcipelago di Vestmannaeyjar una volta realizzatisi tre avvenimenti: l'estensione del centro abitato ad ovest di Hásteinn (un luogo storico della città), la chiusura della piscina “Vilpa” e l'arrivo del figlio di un mwwavescovo a Heimaey. All'inizio del mwwq1973 il paese si era ormai sviluppato a ovest di Hásteinn, la piscina “Vilpa” era stata chiusa, dopo la morte per annegamento di un bambino e Karl Sigurbjörnsson, figlio del vescovo, iniziò a prestare servizio presso la chiesa di Vestmannaeyjar. Eppure, nell'oscura predizione c'era qualcosa di inesatto: non sarebbero stati i pirati turchi, infatti, a flagellare nuovamente l'isola ed i suoi abitanti, ma la ribelle natura islandesecite-ref-2[2].

Appena a 10 anni di distanza dall'eruzione di mwxwSurtsey, il piccolo arcipelago delle mwyaVestmann tornò a far parlare di sé: il vulcano Heimaey si era risvegliato. Intorno all'una del mattino del mwyq23 gennaio 1973, la terra cominciò a tremare ed ebbe inizio un'mwygeruzione lineare lungo la costa orientale di Heimaey; la fenditura, lunga 1600 mwywm, si aprì in prossimità del vulcano Helgafell. Dopo poche ore le fontane di lava si concentrarono nella sezione centrale della fessura, dove, nel giro di alcuni mesi, si formò un cono alto 220 mcite-ref-3[3]: l'Eldfell, la “montagna di fuoco”.

Provvidenzialmente, quella notte, quasi tutti i pescherecci erano ormeggiati nel porto e l'isola poté essere completamente evacuata in brevissimo tempo (circa 5.300 persone furono tratte in salvo). Due settimane dopo l'inizio dell'eruzione il flusso lavico cominciò a dirigersi verso il mwaqporto, col rischio di ostruirne il passaggio e di danneggiare, non solo la più importante fonte di mwagreddito degli isolani, ma anche uno dei maggiori centri marittimi dell'intero Paese. I mwawvigili del fuoco locali provarono, perciò, ad arrestare l'avanzata della lava pompando mwbaacqua di mare su di essa, per raffreddarla: l'acuta intuizione permise di evitare il disastro.

L'attività eruttiva proseguì sino al mwbg3 luglio dello stesso anno, al termine di essa l'isola risultò allargata di circa 2,3mwbw km²cite-ref-4[4].

L'eruzione in sé non fu molto potente, ma le conseguenze furono pesanti: circa 400 delle 1.345 casecite-ref-5[5], più tante altre costruzioni, vennero distrutte; alcune furono sepolte dalla lava, altre cedettero sotto il peso della mweqcenere sprigionata dal vulcano. Grazie all'intervento del governo e agli aiuti internazionali, fu avviata un'importante opera di ricostruzione, che permise agli abitanti di Heimaey di rientrare già al termine dell'estate del 1973. Solo un uomo morì nel corso dell'eruzione. L'evento è stato descritto da mwegJohn McPhee nel suo libro "The Control of Nature".

Oggi

Heimaey è una cittadina appartenente al distretto di Vestmannaeyjar, dove vivono attualmente circa 4500 persone. Gli abitanti del posto sono prevalentemente occupati nel settore della pesca, anche se non mancano numerose altre attività economiche e commerciali. L'isola è collegata con l'Islanda attraverso l'aeroporto locale ed il servizio di trasporto marittimo offerto ogni giorno dal mwgqtraghetto Herjólfur. L'arcipelago rappresenta, inoltre, un importante centro naturalistico e faunistico (in mwggestate vi si registra la presenza di circa 8 milioni di mwgwpulcinella di marecite-ref-6[6] e milioni di altre specie di mwiauccelli), perciò da Heimaey partono numerosi mwiqsafari per il mwigbird e il mwiwwhale watching, ma anche tour per ammirare le straordinarie bellezze del luogo.

Di grande fama gode il mwjqfestival che annualmente si tiene sull'isola, il Þjóðhátíð (letteralmente "festa della nazione"). Esso ha luogo nella valle vulcanica chiamata Herjólfsdalur, durante il weekend che precede il 1º mwjglunedì di mwjwagosto e comprende numerosi eventi musicali, ma anche mwkaspettacoli pirotecnici ed altre attività. Caratteristiche di questa manifestazione sono le tende bianche allestite dagli isolani a Herjólfsdalur, dove si festeggia mangiando e bevendo con amici e parenti.

Cultura di massa

• Qualche scena finale del mwlafilm mwlqmwlgSans Soleil di mwlwChris Marker riprende le case bianche di Heimaey che vengono lentamente seppellite dalla cenere vulcanica scura in seguito all'eruzione. Fanno da sfondo alcune colate di lava rossa che scendono verso il mare azzurro su uno sfondo costituito dal cielo scuro.
• Heimaey è citata nella canzone mwmqmwmgIsland della band di mwmwmetal progressivo mwnaMastodon. La mwnqstrofa in questione è: mwng"Lava goddess, Ice and fire, Settling down, Ocean Geysir, Gullfoss, Heimaey 73". Si riferisce ovviamente all'mwnweruzione dell'Eldfell.
• Haimaey è citato nel film mwoqThe Deep (film 2012) in cui sono presenti video originali dell'eruzione e dell'evacuazione forzata della popolazione locale.

Note

cite-note-11. mwqa(mwqqmwqgENmwqw) S. Jonsson, "About Westman Islands", Visit Westman Islands, n.d., visitato il 14 Nov 2008
cite-note-22. mwrwmwsavisitwestmanislands.com, mwsqhttp://www.visitwestmanislands.com/sidur/general-informationmwsg Titolo mancante per url mwswurl (aiuto).
cite-note-33. Guðmundsson A. T.,"Volcanoes in Iceland", Vaka-Helgafell, Reykjavík, 1996, pp. 27-32
cite-note-44. mwvaIbidem
cite-note-55. Scudder B.,"Westman Islands. Living Nature - Fish and Fire", 1990
cite-note-66. Harding P., "Iceland", Lonely Planet, 2004, p. 129

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Heimaey

Collegamenti esterni

• mwxw(IS) Municipio di Vestmannaeyjar, su vestmannaeyjar.is.
• mwyq(EN) All you need to know about Westman Islands, su visitwestmanislands.com.
• mwyw(IS) Eyjafrettir, giornale locale, su eyjafrettir.is.
• mwzq(IS) Eyjar, giornale locale, su eyjar.net.
• mwzw(EN) "Icelandic Kids Save Befuddled Puffins," National Geographic Today, su news.nationalgeographic.com.